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GOOGLE CHROME DICHIARA GUERRA AI SITI FAKE

Una nuova funzione anti-fake in arrivo.

In questa, che possiamo definire come l’era del digitale, o ancora di più l’era delle informazioni disponibili per tutti e a portata di click, Google Chrome annuncia (senza però indicare una data certa) il rilascio di una nuova funzione molto interessante.

Nel mondo del web, ormai spopolano siti fake, come “ilfattoquotidaino” o “reipubblica”, che sfruttando l’assonanza con note testate giornalistiche e la “leggerezza” con cui ci apprestiamo a leggere qualunque cosa disponibile sui nostri schermi, diffondono notizie la cui veridicità è ampiamente dubbia.

Il popolare programma di navigazione sul web di casa Google si propone,  attraverso questa funzione, di avvisare il navigatore medio della errata digitazione di alcuni indirizzi. In questo modo, spera di poter combattere l’intento di alcuni siti malevoli che utilizzano questa tecnica per riportare gli utenti su piattaforme ben diverse e propinare loro informazioni non verificate.

In termini di funzionamento, questa nuova funzione andrà ad individuare l’errata nomenclatura del sito e proporrà, attraverso una barra, la forma corretta del sito in modo che il navigatore sia consapevole e decida autonomamente se proseguire sul sito fake o, cliccando sulla barra, andare al sito autorevole.

La versione Beta

Chrome Canary 70 (che sarebbe la versione del programma riservata agli sviluppatori) ha già questa implementazione ed è stato rilevato che il funzionamento segue delle regole ben precise. La più importante e controversa è proprio quella dell’engagement. Quindi un sito che ha tante visite e interazioni sarà considerato in automatico da Google come autorevole. Regola controversa perché un sito web di nicchia rischia di essere escluso a causa del suo scarso traffico dovuto non alla non veridicità di quanto pubblicato ma all’argomento trattato che, essendo appunto di nicchia, non è ricercato e dibattuto come tanti altri.

Non resta che aspettare il rilascio (non ancora annunciato) e sperare che Google nel frattempo abbia integrato altri parametri più specifici in modo da avere notizie vere, siti autorevoli ed esclusioni veramente giustificate.