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Personal Branding: cos’è, come farlo e perchè?

Scopriamo il personal branding: definizione, concetti pratici, destinazione d’utilizzo e spunti sull’utilizzo.

Nell’era digitale, dove tutto è a portata di click, non è sufficiente essere un professionista valido. E’ necessario farsi conoscere, far conoscere il proprio nome, qualunque sia il contesto (azienda, team, etc), per poter “mostrare” il proprio valore. Tutto ciò è possibile facendo personal branding.

Cos’è il personal branding – Definizione e concetto pratico

Quando si parla di personal branding, ci si riferisce a quell’insieme di strategie utili e pianificate per la promozione del proprio nome, della propria esperienza e delle proprie competenze maturate.
Come definizione, puramente tecnica, il personal branding è definito come ciò che si dice e si pensa su un nome o su un servizio offerto da una determinata persona. Ma tale definizione risulta decisamente riduttiva e merita un ampliamento del discorso.
L’immagine che si va a strutturare con queste strategie deve essere convincente al punto da invitare il cliente, capo, socio o partner a sceglierci. E, ovviamente, il personal branding fa proprio questo: identifica, realizza, cura e comunica il motivo per cui siamo noi la persona che il cliente cerca.

Chi dovrebbe fare personal branding e perchè

Un mercato ampio e pieno di concorrenza richiede una promozione di noi stessi efficace, aldilà del settore, per riuscire a emergere.

Ma chi dovrebbe fare personal branding? Tutti!
Nell’immaginario comune, si pensa che questa pratica sia riservata solo a chi ambisce a fare del business online. Niente di più sbagliato: anche i freelance, ad esempio, godono di un ottimo ritorno economico dalla promozione della propria immagine online. D’altronde, oggi chiunque – prima di fare qualunque cosa – effettua una ricerca sul web, leggendo informazioni e recensioni. Per questo motivo, è necessario sia farsi trovare ma anche risultare convincenti per poter essere scelti.
Oltre ai freelancer professionisti, il personal branding dovrebbe essere adottato anche da chi è stato già scelto, inteso come lavoro subordinato. L’azienda che ci ha già scelti trarrà giovamento dalla nostra cura dell’immagine personale, perchè ricordiamolo: il cliente dell’azienda si fida della persona che lo segue, non lo del logo dell’azienda, per quanto possa essere rinomata.

Ma perchè adottare questo tipo di attività? Quali sono i vantaggi? Puntare su se stessi significa offrirsi delle opportunità congrue alle proprie capacità! In un quadro più ampio di strategie legate alla comunicazione e al marketing, il personal branding ne costituisce le basi. Non vuol dire vendere se stessi, nel senso negativo della cosa, costruendo un’immagine falsa. Tutt’altro! Vuol dire spiegare in maniera chiara la ragione per cui siamo adatti e, addirittura, siamo unici.

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Come fare personal branding

Ovviamente, ogni caso è a se e merita una personalissima attenzione. Tuttavia, in linea generale, si possono tracciare 3 punti saldi che possono essere poi adattati e personalizzati in base alla persona, al settore, al target e al servizio offerto.

1. Strategia

Il primo passo da compiere, quando si intraprende questo tipo di percorso, è quello di elaborare una strategia. No all’improvvisazione. La strategia deve partire da quelle che sono le nostre competenze e organizzare tutte le informazioni che vogliamo comunicare, in modo poi da avere ben chiaro quali saranno le azioni successive, di volta in volta.

2. Identità

Una volta stabilità la strategia, il passo successivo è creare la nostra identità sul web. Innanzitutto è necessario rispondere ad alcune domande: chi siamo? a chi ci rivolgiamo? cosa offriamo? quali sono i punti di forza? quali i motivi per cui dovrebbero sceglierci?
Una volta chiarito ciò, abbiamo ben chiaro il tutto e possiamo costruire la nostra identità online con un sito, tramite i social più idonei (sempre in base al target, chiaramente!) e non solo: il tutto va fatto con coerenza in modo da renderci sempre riconoscivili e individuabili. Quindi attenzione ai colori, al tono di voce, al logo e a tutto quello che compone la tua presenza online.

3. Contenuti

Una volta catturata l’attenzione e costruite le basi di fiducia, tramite la tua identità, è necessario coltivarle. Come? Il modo più efficace per mantenere il rapporto con i clienti è l’offerta di contenuti. Anche qui: no all’improvvisazione. I contenuti devono essere di valore, coerenti al target e agli obiettivi e pianificati accuratamente. Quindi, in base a ciò che si è deciso nel punto 1, via libera a Newsletter, video, articoli, etc.

In conclusione, fare personal branding è un’attività infinita, che si protrae nel tempo e che muta con il passare del tempo, in maniera rapidissima. L’importante è tenere presente l’obiettivo primario: farci conoscere e far conoscere il valore della nostra professionalità